Perché smettere di fumare ha a che vedere con il dimensionamento dei lotti

Qualche settimana fa ho deciso di provare la sigaretta elettronica per poter ridurre (o smettere?) di fumare.
Voglio approfittare di questo episodio che mi è capitato per farti vedere perché la dimensione dei lotti è sempre un tema cruciale!

Fumo oramai da molti anni quindi nel tempo ho capito quante sigarette consumo giornalmente, da diverso tempo quindi tendo a comprare due pacchetti alla volta per evitare di recarmi dal tabaccaio ma da circa tre mesi ho cambiato la mia abitudine.

Per tenere sotto controllo il numero di sigarette, infatti, ho avuto la brillante idea di comprare una stecca alla volta.

Questo mi permettere di andare dal tabaccaio molto raramente e di avere sempre le mie amate (quanto dannose) sigarette.

Ma è qui che il sistema ha avuto lo scossone.

Infatti, di sana pianta decido di provare la sigaretta elettronica.

Faccio qualche giorno di prova ed in effetti il consumo di sigarette scende drasticamente, oramai ne fumo 2-3 al giorno.

Ma c’è un ma (e sono sicuro che oramai lo avrai capito).

Infatti, ho in casa ben 7 pacchetti di sigarette che ho già pagato e che oramai quasi non mi serviranno più (sto già pensando di smettere definitivamente).

Cosa mi ha insegnato questo?

Che se fai scorta basandoti sui consumi passati non hai certezza del consumo dello stock per il futuro (ovviamente!).

E proprio io che dovrei essere il primo a saperlo ci sono cascato 🙂

Ancora una volta ho avuto la dimostrazione che le scorte devono essere gestite attraverso un sistema di tipo pull ovvero a fronte di un consumo effettivo.

Se però andiamo avanti nel nostro ragionamento questo vorrebbe dire acquistare un pacchetto alla volta, in questo caso il rischio di obsolescenza si riversa su una quantità minima (al massimo 1 pacchetto pieno).

Ma se le condizioni esterne non permettono di avere un riordino così frequente?

Ammettiamo che il motivo del mio acquisto accumulato di pacchetti non fosse dovuto a semplice pigrizia ma a problemi effettivamente reali (devo fare 20 km ogni volta che vado dal tabaccaio) allora dovrò necessariamente fare acquisti accorpati cercando di prevedere il consumo rispetto al prossimo riordino.

Questo è quello che solitamente succede in azienda e gli acquisti su forecast sono la normalità.

Ma se i fabbisogni calano o si azzerano cosa succede?

La soluzione sta nell’equilibrio. Dobbiamo avere stock dimensionati in modo intelligente e fare acquisti quanto più legati ad ordini confermati.
Esistono molti modi in cui è possibile organizzare un magazzino secondo logiche pull, sia che tu faccia “make to stock” o che tu faccia “make to order” ma per prima cosa dobbiamo essere convinti del vantaggio che porterà altrimenti sarà impossibile implementarlo in azienda.

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Federico Barucca

Federico Barucca

Ciao, Mi chiamo Federico Barucca e sono nel settore da 15 anni. Lean Manufacturing, Six Sigma, Tempi e Metodi sono assolutamente necessari per ottimizzare i processi produttivi. Il mio obiettivo è quello di portare questi metodi usati dalle Big Companies nelle PMI Italiane "traducendoli" in metodi semplici ed efficaci, senza perderci dietro alla carta e senza supercazzole.

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